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Paragrafo 5 . La sfida per l'egemonia europea.
     
La  costituzione  di un vasto organismo imperiale, che  comprendeva  i
possessi  asburgici in Germania, i domini borgognoni, tra i  quali  le
Fiandre,  la  Spagna  e  i suoi possedimenti italiani,  ed  infine  le
Americhe,  allarm  il  re di Francia, che si ritrov  in  gran  parte
circondato  da territori imperiali. Ulteriore motivo di forte  attrito
fra  le  due  potenze era il ducato di Milano, tornato  in  mano  alla
Francia,  ma  ambito  da Carlo quinto perch il  suo  territorio,  con
Genova, rappresentava l'anello di congiunzione fra la Germania  ed  il
Mediterraneo.  Un  ultimo  motivo di contesa era  rappresentato  dalla
Borgogna propriamente detta, annessa al regno di Francia dopo la morte
di Carlo il Temerario, in quanto feudo regio privo di eredi maschi, ma
rivendicato  anche  dagli  Asburgo, parenti per  via  femminile  dello
stesso  duca. Francesco primo e Carlo quinto ingaggiarono pertanto  un
ininterrotto conflitto dalle molteplici conseguenze, allargando l'area
delle  ostilit  all'intera Europa, mentre il precedente  scontro  tra
Francia e Spagna si era svolto in Italia.
     Ben  quattro guerre vennero combattute fra i due contendenti, con
alterna  fortuna,  per oltre un trentennio. Entrato in  conflitto  con
l'imperatore  per  la disputa del territorio milanese  gi  nel  1521,
Francesco  primo  scese  direttamente in  campo  nel  1525,  ma  venne
pesantemente  sconfitto a Pavia, cadendo prigioniero degli  imperiali;
egli  dovette rinunciare alle sue ambizioni italiane ed alla Borgogna.
Tornato  in  libert, il re di Francia cerc la rivincita, promuovendo
una  coalizione di tutti gli stati italiani contro Carlo quinto  (lega
di  Cognac,  1526).  Ma  l'esito  di questa  alleanza  fu  disastroso.
L'esercito imperiale, composto prevalentemente da truppe germaniche di
orientamento   luterano,   i  celebri  lanzichenecchi   (dal   tedesco
Landsknecht,  servi di campagna), nel 1527 discese la  penisola  senza
incontrare  resistenza, poi occup e saccheggi  selvaggiamente  Roma,
considerata  nell'immaginario  collettivo  dei  protestanti  la  nuova
Babilonia.  Approfittando della momentanea debolezza di papa  Clemente
settimo  dei Medici (1523-1534), Firenze cacciava ancora una volta  la
famiglia  egemone,  instaurando  una  repubblica  (1527-1530);  ma  il
successivo   patto   fra   il   papa  e  l'imperatore,   sancito   con
l'incoronazione di quest'ultimo a
     
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     Bologna   (1530),   decret  la  fine  del  regime   repubblicano
fiorentino.  Anche  lo  stesso Michelangelo accorse  in  difesa  della
propria  citt, ma quest'ultima venne assediata e vinta  dall'esercito
di  Carlo  quinto, che provvide a restaurarvi il potere mediceo.  Dopo
questa  sconfitta,  Francesco primo non si dette ancora  per  vinto  e
cerc di sfruttare a suo vantaggio gli ostacoli frapposti sulla strada
dell'imperatore, alleandosi con i principi protestanti, che  si  erano
riuniti nella lega di Smalcalda, e con i turchi, che avanzavano  verso
l'Europa  ed  avevano  occupato l'Africa del  nord.  Nonostante  tanta
spregiudicatezza, che dest scandalo in tutta l'Europa cattolica, egli
non riusc a prevalere sul suo rivale, n a rimettere piede in Italia.
Dopo la sua morte fu il figlio Enrico secondo (1547-1559) a riprendere
la lotta, con esiti alterni, contro la potenza asburgica.
     Insieme  alla strenua opposizione di Francesco primo, la minaccia
pi  consistente per l'impero era costituita dall'avanzata turca verso
i  suoi  confini  orientali.  Prima Selim primo  (1512-1520),  con  la
conquista  dell'impero  mamelucco, poi suo figlio  Solimano  primo  il
Magnifico (1520-1566), con la vittoria sugli ungheresi a Mohcs (1526)
e  l'assedio di Vienna (1529), avevano allargato a dismisura  l'impero
turco. Forti anche nel Mediterraneo, dove la loro flotta, comandata da
Khayr-ad-Din,  capo  dei  pirati  barbareschi,  effettuava   frequenti
scorrerie  sulle  coste  della  Spagna e  dell'Italia  meridionale,  i
sultani  riuscirono  ad  inserirsi nel gioco politico  europeo  e  nei
conflitti  fra  i  due colossi francese ed asburgico,  sfruttandone  i
contrasti.
